Pad Thai

Questa settimana per la nostra rubrica la cucina dal mondo, torniamo in Thailandia per scoprire uno dei piatti più famosi di questa cultura e della loro gastronomia, stiamo parlando del Pad Thai. Si tratta di un piatto Thailandese di noodle tra i più conosciuti. Ciò che lo rende speciale è il racchiudere tutti i principali condimenti della cucina Thai in un unico piatto, rendendolo un esplosione di sapori tipicamente asiatici. Scopriamo cosa serve e cosa fare per realizzarlo.

Ingredienti per 4 persone:

– 200 gr di noodles di riso
– 200 gr di gamberi
– 1 di scalogno
– 2 cucchiaini di aglio liofilizzato
– 100 gr di tofu
– 3 cucchiai di olio di semi
– 4 cucchiai di salsa di pesce
– 1/2 cucchiaino di pasta al curry
– 2 cucchiaini di tamarindo
– 1 cucchiaino di zucchero
– 100 gr di germogli di soia
– 2 di uova
– 2 cucchiai di arachidi
– 50 gr di porro cinese
– erba cipollina

 Procedimento:

Mettere in acqua tiepida i noodle per 15 minuti circa. In una wok scaldare l’olio di semi e far soffriggere lo scalogno tritato e l’aglio in polvere.Aggiungere i gamberie il tofu tagliato a cubetti e far saltare qualche minuto nella wok. Scolare i nooddle e farli saltare nella wok insieme ad una tazzina dell’acqua in cui li avete fatti ammorbidire. Aggiungere ora la pasta al curry, il tamarindo, lo zucchero, e la salsa di pesce. Far spazio nella wok accostando tutti i nooddle in un lato e rompere le uova una per volta facendole strapazzare. Mescolare il tutto e  aggiungere il porro tagliato alla julienne ,  l’erba cipollina e i germogli di soia. Spegnere il fuoco e aggiungere le arachidi tritate, il succo di lime e il peperoncino. Servire il pad thai nei piatti con uno spicchio di lime portandolo in tavola con la salsa di soia.

Nota Bene:

Per chi non lo sapesse con il termine Noodles (dal tedesco Nudel, noodle) si identifica un tipo  di pasta che non appartiene alla tradizione gastronomica italiana anche se in apparenza ne ha tutto l’aspetto. In realtà con questo termine si  indicano  alimenti, soprattutto della cucina europea e asiatica ricavati da un impasto di  farina di qualsiasi tipo, acqua e/o uova dalla forma allungata dallo spessore più o meno sottile in base alla cultura di provenienza. Le origini dei noodles sono molto antiche , si pensi che , nel 2005, alcuni scienziati cinesi  hanno scoperto nel sito archeologico di Lajia,  nel nord-ovest della Cina, i più vecchi noodles del mondo, di oltre 4.000 anni a base di farina di miglio. Nel primo trattato di agricoltura cinese del sec.VI d.C., “Le tecniche essenziali per il popolo Qi”, l’autore Jia Sixie,  descrive prestigiosi piatti e prodotti gastronomici dell’epoca tra cui molti a base esclusivamente di cereali. Fra questi distingue paste di grano e paste di cereali diversi dal grano (riso, miglio) che, avendo solo amido, necessitano di processi di impastatura ben diversi dalle prime per poter divenire paste alimentari. La tecnica di base prevede che l’impasto venga posto in ammollo in acqua per lavare l’amido e aumentare la viscosità dei noodles grazie al glutine in essi presente.  Successivamente l’impasto viene diviso in fili piuttosto sottili, a mano, attraverso un panno con dei fori o, ancora, con l’ausilio di strumenti di ferro o di legno pressati con le mani o a pedale. Una volta cotti vengono scolati e conditi al momento oppure essiccati per essere consumati successivamente.