Faraona all’argilla

L’Argilla è una materia prima conosciuta fin dai tempi più remoti; è stato accertato che gli egiziani già la usavano a scopo cosmetico. Al posto del sapone usavano una miscela composta di carbonato di calcio e argilla. Erano conosciute pure le sue proprietà batteriostatiche e antisettiche per cui veniva usata nella mummificazione. Sempre secondo alcuni autori, gli egizi curavano gli ammalati con il fango del Nilo, il quale contiene una certa quantità di Argilla. Forse la conoscenza dell’epoca avveniva da una forma di ispirazione di natura superiore per cui quando gli antichi egizi usavano l’Argilla per curare un trauma o una slogatura o per accelerare la calcificazione di un arto rotto non sapevano che possedesse una capacità di scambio cationico per l’abbondanza di silice, allumina e altri metalli. In un simile contesto ed in un’epoca in cui non esistevano forni elettrici e le tecniche di cucina anche se arcaiche erano alla continua ricerca e sperimentazione di materiali nuovi per la cottura e conservazione degli alimenti, non c’è da stupirsi che l’argilla sia finita tra gli attrezzi da cucina ed anche se oggi non viene quasi più utilizzata, la sua validità resta inalterata. Oggi scopriremo come realizzare un piatto utilizzando un coccio d’argilla per la cottura.

Ingredienti per 4 persone:

–  1 faraona di 1 kg e 300 gr circa,
–  40 gr di burro,
–  24 cipolline fresche,
–  1 bel fungo porcino (o champignons),
–  1 bicchiere di Porto,
–  2 cucchiai di sugo d ‘arrosto,
–  sale,
–  1 recipiente di Argilla resistente al forno con coperchio.

Procedimento:

Procuratevi un “coccio” di argilla (terracotta) che sia in grado di resistere al fuoco. Pulite, passate alla fiamma, lavate ed asciugate la faraona, tagliatela in quattro parti e fatela rosolare al burro nel coccio di terra. Quando sarà ben rosolata, abbassate il fuoco; salate e coprite il recipiente lasciando cuocere ancora per un quarto d’ora. Aggiungete poi le cipolline, che avrete fatto precedentemente rosolare al burro in un tegamino; inoltre, il fungo porcino tagliato a pezzi e fatto rosolare al burro in altro tegamino. Innaffiate con il Porto e aggiungete il sugo d’arrosto, regolate il sale e, dopo che il vino sarà evaporato, lasciate raggiungere la cottura a fuoco lento con recipiente coperto.