Antipasto all’italiana

antipasto-allitalianaSiamo tutti consapevoli del fatto che un buon antipasto rappresenti il modo migliore di iniziare un buon pranzo, specialmente se si tratta di un pranzo importante. Sicuramente l’arte di affiancare stuzzichini a bevande particolari o la voglia di fondere la propria fantasia a delle ricette già collaudate rappresenta un delicato argomento di discussione con varie correnti di pensiero.

C’è infatti chi pensa che l’antipasto dovrebbe invogliare il commensale a non lasciare anzitempo la tavola, catturando per prima cosa i sensi visivi e poi quelli gustativi e chi invece che l’antipasto debba accompagnare il commensale alle portate clou del pranzo senza però saziarlo e/o appesantirlo in modo tale da non gustare le altre portate. Ecco perché quando si parla di antipasti si parla di vera “arte” nel saperli concepire e realizzare ed il principe degli antipasti, conosciuto in tutto il paese, è senza ombra di dubbio L’antipasto all’italiana.

Ovviamente anche per questo piatto ne esistono diverse varianti ma quest’oggi vedremo la più diffusa e conosciuta rinviando le restanti varianti ad altra sede. Scopriamo cosa serve e cosa fare per realizzarlo.

Ingredienti per 6-8 persone:

  • 150 g di prosciutto crudo,
  • 160 g di prosciutto cotto,
  • 100 g di salame a pasta grossa (tipo salsiccione),
  • 100 g di salame a pasta fine (tipo ungherese),
  • 100g di salame di Varzi (o di Felino),
  • 100 g di lonza,
  • 100 g di lingua salmistrata,
  • peperone rosso sott’aceto,
  • olive nere,
  • cetriolini sott’aceto,
  • olive verdi,
  • tonno sott’olio,
  • cipolline sott’aceto,
  • funghetti sott’olio,
  • peperoncini interi sott’aceto,
  • carciofini sott’olio,
  • filetti di alici,
  • un cespo di lattuga.

Procedimento:

La preparazione dell’antipasto all’italiana, velocissima da fare, richiede solo un po’ di fantasia, affinchè il piatto risulti gradevole anche alla vista. L’idea che vi suggeriamo in questa ricetta è semplicissima ma di notevole effetto. Occorrono per 2 vassoi tipo rettangolare e una coppa come quelle che si usano per i cocktail di gamberi, oppure una semplice coppa da champagne. La coppa va disposta nel mezzo di un vassoio e vi si dispongono intorno a cascata le fette di prosciutto crudo, che devono essere piuttosto larghe; queste vanno messe con un lembo dentro la coppa e con l’altro che va ad adagiarsi sul vassoio e vanno leggermente sovrapposte. Sistemate le fette di prosciutto crudo, allineate in 2 file parallele le fette di prosciutto cotto, piegate in 2 o in 3 parti e disposte in modo da coprire uno dei lati corti del vassoio. Poi piegate a metà le fette di salsiccione e disponetele in fila su uno dei lati lunghi del piatto, coprendone solo la parte centrale (di seguito al prosciutto cotto, fino a dove termina la cascata del prosciutto crudo). Successivamente piegate in 2 anche le fette di salame a pasta fine, quindi arrotolatele a cono e sistematele in 2 file parallele, sulla parte centrale dell’altro lato lungo del vassoio. Infine, sistemate le fette di salame di Varzi sul bordo esterno del lato rimasto libero e, parallelamente, nella parte più interna, le fette di lonza. Ora il vassoio è interamente ricoperto; restano le fette di lingua: arrotolatele a cilindro e infilatele nella coppa, in modo che sporgano per metà. Nel vuoto centrale dei cilindri introdurrete qualche listarella di peperone rosso, mentre in ogni cono di salame, metterete un’oliva nera. Guarnite infine il vassoio con qualche ventaglietto ricavato dai cetriolini: tagliate questi ultimi, nel senso della lunghezza a fettine sottili, che lascerete attaccate a una delle estremità; aprite quindi i ventaglietti, prima di deporli sul vassoio. Per sistemare gli altri ingredienti sott’aceto e sott’olio, potete usare un’antipastiera a vaschette, oppure sfruttare la nostra idea, che prevede, come vaschette, delle belle foglie di lattuga. Sistemate queste ultime sul vassoio e distribuitevi i diversi ingredienti: il risultato finale sarà gradevolissimo. Lonza è un termine regionale che indica parti diverse del maiale: nell’Italia settentrionale è la lombata degli animali macellati, in Umbria è la carne del collo; in Toscana invece, al plurale, corrisponde alle guance, alle labbra e alla coda del bue, con cui si usa fare uno spezzatino. È anche (e noi abbiamo usato il termine con questo significato) un tipo di salume fatto insaccando in un solo pezzo la lombata disossata del maiale (nell’Italia settentrionale: coppa).