|⇨ Torta dolce di ricotta

La ricotta è anche l’elemento base di molte ricette regionali: tortelli maremmani, schianta pugliese, ‘mbignulata calabrese, pastiera napoletana, ricottelle sarde, cannoli, rollò, cassata siciliana (rigorosamente ricotta di pecora), tortelloni di magro.


La ricotta, pur essendo un prodotto caseario, non si può definire formaggio ma va classificata semplicemente come latticino: non viene ottenuta infatti attraverso la coagulazione della caseina, ma dalle proteine del siero di latte, cioè della parte liquida che si separa dalla cagliata durante la caseificazione.

Il processo di coagulazione delle sieroproteine avviene con il riscaldamento del siero alla temperatura di 80-90 °C. Le proteine interessate sono in particolare albumina e globulina. La tecnologia più antica consisteva solamente nel riscaldare il siero aspettando l’affioramento della ricotta in superficie. Nei secoli si sono via via sviluppate tecnologie che, sfruttando la reazione di saturazione salina, ottenevano un migliore recupero ed una più alta qualità. Tali tecnologie sono quelle riconducibili all’impiego di acque sorgive e/o marine ieri, ed oggi sali per ricotta. Spesso vengono anche aggiunte soluzioni acide (di acido citrico, lattico, sale amaro o inglese per catalizzare la coagulazione).

Il metodo tradizionale siciliano, ancora praticato in alcune piccole aziende agricole dove il formaggio viene preparato ogni giorno con latte fresco e senza additivi, utilizza la scotta inacidita del giorno prima come catalizzatore: il liquido che rimane dopo la produzione della ricotta viene messo da parte, lasciato inacidire durante la notte e il giorno dopo una piccola quantità di questo liquido viene aggiunta al siero riscaldato per produrre la ricotta.

La massa coagulata viene poi posta in recipienti perforati (anticamente si usavano cestini di vimini o di canne) per far scolare il liquido in eccesso. La ricotta ha un sapore dolce, dovuto al lattosio presente nel siero in misura variabile dal 2 al 4 per cento, in funzione del latte utilizzato. Il contenuto in grasso varia dall’8% (ricotta vaccina) al 24% (ricotta ovina).

Ingredienti per 6 persone:

– 200 G Farro Intero
– 100 G Farina Di Farro
– 60 G Zucchero Di Canna
– 300 G Ricotta Fresca
– 200 Cl Latte Intero
– 4 Uova
– 1 Baccello Vaniglia
– 1 Stecca Cannella
– 1 Limone (scorza Grattugiata)
– 140 G Albicocche Secche
– Sale
Per Decorare:
– Zucchero A Velo

Procedimento:

Fate ammollare il farro per 12 ore in acqua fredda quindi sciacquatelo più volte e scolatelo. In una casseruola fate scaldare il latte con il farro, la cannella, il baccello di vaniglia inciso con un coltellino nel senso della lunghezza e lo zucchero. Aggiungete un pizzico di sale e fate cuocere lentamente per circa 2 ore (fino a quando il farro avrà assorbito tutto il latte) mescolando spesso. A fine cottura eliminate la cannella e la vaniglia e lasciate raffreddare. Nel frattempo, tagliate a dadini le albicocche. In una ciotola lavorate a crema i tuorli (tenete da parte gli albumi) e la ricotta con un cucchiaio di legno. Incorporatevi quindi la farina di farro setacciata, la scorza di limone, i dadini di albicocche e amalgamate bene. Aggiungete il farro ormai freddo e mescolate. Montate a neve gli albumi con un pizzico di sale e uniteli delicatamente al composto con una spatola, sollevando la massa dal basso verso l’alto per evitare di smontarli. Distribuite il composto in una teglia antiaderente del diametro di 30 cm, battendola sul piano da lavoro per farlo assestare e passate in forno, preriscaldato a 170 gradi, per 50-55 minuti. A fine cottura, lasciate raffreddare la torta prima di sformarla. Servitela spolverizzata di zucchero a velo.