Calamaretti all’Amalfitana

Molte specie di calamari (Loligo vulgaris) e totani (Todarodes sagittatus) sono comuni sia nella cucina italiana (ricordiamo i calamari fritti) che in quella coreana. L’intero corpo può essere cotto ripieno o può essere tagliato in piccoli pezzi o ad anelli. Anche braccia e tentacoli sono edibili e le uniche parti non commestibili sono il becco e il gladio. Per sua natura il calamaro risulta essere molto flessibile e si presta a diverse preparazioni e quella che stiamo per mostrarvi è appunto una di queste.

Ingredienti per 4 persone:

–  50 g di uva sultanina,
–  800 g di calamaretti,
–  400 g di pomodori perini,
–  quattro cucchiai di olio,
–  uno spicchio d’aglio,
–  sale,
–  pepe,
–  40 g di pinoli,
–  60 g di olive nere,
–  brodo d i dadi,
–  otto fette di pane (del tipo a filoncino).

Procedimento:

Fate rinvenire l’uva sultanina in acqua tiepida. Nel frattempo pulite accuratamente i calamaretti, lavateli sotto l’acqua corrente; quindi metteteli ad asciugare su un canovaccio pulito. Scottate i pomodori in acqua bollente, scolateli e lasciateli intiepidire; poi pelateli e riduceteli in filetti, eliminando i semi. Fate scaldare l’olio in un tegame e ponetevi ad imbiondire l’aglio; poi unite i pomodori, una presa di sale e un pizzico di pepe. Dopo circa 10 minuti di cottura a calore moderato, buttate nel recipiente i calamaretti, l’uva sultanina ben strizzata, i pinoli e le olive nere snocciolate e triturate. Lasciate stufare il tutto dolcemente, unendo un po’ di brodo e rimestando di tanto in tanto. Tostate nel forno le fette di pane. Dopo circa 1 ora di cottura, trasferite i calamaretti con il loro intingolo sul piatto da portata e serviteli subito, contornandoli di crostoni.