Liquore Fragolino (Rosolio)

Quella che vi stiamo per presentare è la ricetta di un liquore veramente gradevole che può essere servito sia freddo che a temperatura ambiente a seconda del periodo dell’anno. In entrambi i casi si tratterà di un prodotto buonissimo, originale e particolare, ma anche facilissimo da realizzare. Il Fragolino, detto anche Rosolio, è un liquore dolce e denso la cui ricetta è antica tramandata dai nostri nonni. Un tempo si preparava in tutte le case, dalla più umile alla più aristocratica, lasciando macerare pazientemente gli ingredienti naturali con l’alcool. Infine, si filtrava, si aggiungevano zucchero e acqua e si lasciava riposare custodito in preziose ampolline per mesi prima di offrirlo nei giorni di festa in piccoli bicchieri ad ospiti importanti. Il suo intenso sapore racchiude i profumi del Meridione d’Italia: la cannella, immancabile spezia per la preparazione di tutti i dolci tipici; il limone, il mandarino e l’arancia, frutti caratteristici di tutti i giardini assolati di un tempo. Questi liquori, serviti freddi, possono essere adatti alle più svariate occasioni: possono essere gustati come profumati aperitivi, come liquori da dessert dalle proprietà digestive o come momenti di rilassante meditazione.

Ingredienti:

• 1 kg fragoline di bosco
• 1 litro di alcol
• 1 kg di zucchero
• 1 litro di acqua
• 1 stecca di vaniglia

Procedimento:

Lavare con succo di limone le fragole e intere metterle in un barattolo di vetro, in un tegame sciogliere lo zucchero con l’acqua e portarlo ad ebollizione per circa 10 minuti mettere nel barattolo di vetro dove hai riposto le fragole, l’alcol e lo sciroppo di acqua e zucchero, aggiungici la stecca di vaniglia e lascia riposare al fresco per 15 giorni rimuovendo ogni tanto. Dopo tale tempo filtra il tutto metti nelle bottiglie di vetro aggiungendoci anche le fragoline.

6 commenti a Liquore Fragolino (Rosolio)

  • piermaria  dice:

    …ma il rosolio non si faceva macerando le foglie di rosa?

  • Nemesis  dice:

    Quello che dici è vero ma in parte. Del rosolio esistono diverse varianti e quella che è stata proposta qui è una di queste.

    Il rosolio è un tipo di liquore, o meglio una soluzione liquorosa derivata dai petali della rosa, che viene utilizzata come base per la preparazione di altri liquori di vario sapore.

    È molto diffuso soprattutto nel Sud Italia. In particolare, in Sicilia sin dal Cinquecento veniva prodotto in casa e offerto agli ospiti in segno di buon augurio. Nell’isola sono state sperimentate varie ricette di rosolio, tra cui quelle realizzate con agrumi, caffè, anice e menta.

    Il Vocabolario della Lingua Italiana di Zingarelli definisce il rosolio come “liquore preparato con alcol, zucchero e acqua nella stessa proporzione, con in più un’essenza che gli dà nome”. Cionnonostante l’etimologia che gli attribuisce è quella di ros solis; cioè rugiada di sole. Drosera e rosolida provengono dal greco col significato di coperto di rugiada, infatti le drosere sembrano essere ricoperte di rugiada. Con la Drosera rotundifolia L. la farmacopea faceva un elisir denominato ros solis, originario della Dalmazia. La parola ros solis si sviluppò in rosolio, interpretato come liquore fatto con delle rose. Di conseguenza i petali delle rose servono a poco nella definizione del nome.

    A Ficarra, in provincia di Messina, una particolare ricetta consigliava di prepararlo tenendo imbottigliati insieme per una settimana l’alcool (a cui erano stati precedentemente aggiunti le scorze di tre arance macerate per quaranta giorni e della vaniglia) e uno sciroppo realizzato semplicemente con zucchero e acqua.

    Il concerto è un tipo di rosolio prodotto nella Costiera Amalfitana.

    Insomma identificare un solo tipo di liquore col termine rosolio è tutt’altro che facile. Se continuerai a seguirci vedrai che proporremo anche le altre varianti.

  • piermaria  dice:

    …aspita ho ho imparato una cosa nuova, mi ritiro in un angolo con la faccia al muro 🙂
    poi, però, tutti a brindare.
    Da qunto scritto deduco siate siculi, messinesi per la precisione se non ho capito male, io ho sangue siracusano nelle vene, mia nonna è originaria di Ispica

    • admin  dice:

      Allora di “Spaccafurnu” sei originario, pero’ hai sbagliato la provincia è Ragusa non Siracusa, una domanda ma Carotispica si tiene ancora?

  • piermaria  dice:

    Si è vero, la provincia è quella di Ragusa, e che io andavo a trovare mia nonna sempre a Siracusa, poi si era trasferita lì 🙂
    non ho capito però Spaccafurnu e carotispica cosa sono, sai mia nonna era di Ispica, ma io sono nato e cresciuto in Piemonte

  • admin  dice:

    In piamonte avete della carne favolosa 🙂

    Allora carotispica è una sagra della carota novella che si tiene ad Ispica, anni fa, mentre visitavo le location del Commissirio Montalbano, mi ci ritrovai in mezzo e ne rimasi particolarmente colpito, mi chiedevo se la manifestazione continuasse ancora tutto qui…
    Mentre “Spaccafurnu” è il nome in siciliano dato ad Ispica, mi spiegarono che deriva dal Greco Fornace di calce o qualcosa di molto simile, non ricordo bene vado a memoria e non è che funzioni tanto bene…

Lascia una risposta

Testo prima del form

È possibile utilizzare questi tag HTML e gli attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*