Pitoni messinesi

Tra i vari rustici siciliani, ve ne è uno che spicca tra tutti ovvero i pitoni messinesi (noto anche come pidone o in dialetto pituni). I pitoni messinesi fanno parte della famiglia dei panzerotti. Sono, cioè, ravioloni ripieni fritti. Si distinguono dalle altre preparazioni affini per la presenza della scarola (indivia riccia) che dona loro una personalità decisa e inconfondibile. Non sono velocissimi da realizzare e richiedono attenzione, ma sono talmente buoni che valgono bene lo sforzo ed una volta assaggiati entreranno nel vostro menù.

Ingredienti:

500 g di farina di grano duro (semola rimacinata)
20 g di lievito di birra
500 g di scarola (indivia riccia)
12 pomodorini Pachino
1 cucchiaino di zucchero
250 g di acqua tiepida
4 cucchiai di olio di oliva
50 g di acciughe salate
200 g di formaggio a pasta filante (di solito o il filante della galbani o il galbanino vanno più che bene)
olio di oliva per friggere
un cucchiaino di sale

Procedimento:

Dissalate le acciughe, deliscatele, pulitele, spezzettatele e tenetele da parte. Tagliate il formaggio a dadini e i pomodorini a quarti. Mondate la scarola scartando le foglie più esterne, lavatela bene ed asciugatela ben bene perché tende a mandare acqua e tenetela da parte.

Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida con un cucchiaino di zucchero, mescolate bene con una forchetta e aspettate che la soluzione diventi schiumosa. Fate la fontana di farina e versate nel cratere la soluzione di acqua e lievito. Incorporate alla farina il liquido, l’olio, salate con moderazione e impastate a lungo fino a ottenere la consistenza morbida ed elastica dell’impasto da pizza. Se serve regolare la giusta consistenza, aggiungete poca acqua tiepida o farina. Lasciate lievitare la pasta coperta con un canovaccio in luogo tiepido fino a quando raddoppia di volume.

Lavorando su un piano infarinato, formate 10 panetti e spianateli uno alla volta con il mattarello formando da ciascuno una sfoglia di 3-4 mm circa di spessore.

Su una metà del disco distribuite alcuni pezzettini di acciughe (andate con moderazione), un po’ di scarola riccia, i cubetti di formaggio già precedentemente tagliato a cubetti, qualche pezzetto di pomodoro, un pizzico origano e uno di pepe nero. Chiudete il disco a formare una mezzaluna e pressate con una forchetta lungo il bordo per far incollare i lembi che così facendo risulteranno sigillati. Durante la preparazione del pitone badate di non sporcare con olio o farina i bordi che andranno sovrapposti, altrimenti rischiate che il pitone si apra durante la cottura. Friggeteli 1 o 2 alla volta in abbondante olio (devono galleggiare) fino a quando sono dorati.

Pescateli con un mestolo forato e disponeteli in posizione orizzontale su della carta assorbente in modo che il ripieno si distribuisca uniformemente e che l’olio in eccesso venga assorbito dalla carta. Servire tiepidi o comunque ancora caldi.

Nota Bene:

Questo è un rustico che di solito in rosticceria viene preparato senza il pomodoro per evitare l’inacidirsi del prodotto, ma la ricetta originale ne prevede l’utilizzo. Di questa ricetta esistono diverse varianti, che differiscono solo nel ripieno e non nel procedimento eccenzion fatta per il pitone al forno che, come dice il nome stesso, viene cotto al forno invece d’essere fritto. In quest’ultimo caso una volta confezionato il pitone, si provvede spennellarlo con dell’olio evo, ed inforniamo a forno caldo a 240° per circa 20 minuti fino alla doratura

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