Pasta Cu Maccu

Nel Vocabolario Siciliano-Italiano di Antonino Traina del 1868, il termine maccu sta ad indicare “vivanda grossa di fave sgusciate, cotte in acqua e ridotte come in pasta”. Significato analogo all’italiano macco, successivamente e genericamente esteso a “minestra stracotta” e “poltiglia”.

La zuppa o polenta di fave bollite è un cibo antico le cui origini si perdono nel tempo, ma per chi volesse approfondire l’argomento, troverà maggiori informazioni qui. Noi oggi vi proponiamo due diversi modi per preparare questo piatto tipicamente invernale.

Ingredienti:

400 gr di fave secche sgusciate
300 gr di tagliatelle
1 cipolla
olio d’oliva
pepe e sale

Preparazione:

Mettere la fave a bagno in acqua tiepida la sera prima della preparazione della ricetta. Scolarle e cuocerle in in un litro di acqua bollente. Quando sono cotte unire le tagliatelle spezzettate e cuocerle al dente. Far rosolare in olio d’oliva piuttosto abbondante la cipolla tritata e versare il soffritto nella pasta. Pepare, salare e lasciar riposare per 5 minuti prima di portare in tavola. Si può servire anche fredda.

Oppure:

Fate ammorbidire le fave secche ponendole dentro un tegame con l’acqua e lasciatele riposare per circa 12 ore. Oppure sbucciate delle fave fresche e grosse e copritele con l’acqua. Mettete il tegame sul fuoco e fate cuocere per circa un’ora. Scolate le fave e schiacciatele con una forchetta fino a farle diventare una purea. Nel frattempo pulite i giri e lessateli a parte. Mentre si cuociono, rimettete nel tegame la purea, aggiungete olio, sale e pepe ed amalgamate tutto. Sistemate la purea di fave dentro una zuppiera ed unite i giri lessati e tagliati a pezzetti. Condite poi con olio crudo oppure con un soffritto, che avrete fatto a parte, con la cipolla e il pomodoro. Servite il tutto in un piatto grande. Il maccu è ottimo anche con la pasta fresca.

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