|⇨ Carciofi alla Brace

carciofi

Non tutti sono a conoscenza del fatto che il gambo dei carciofi più teneri, una volta privato della sua “buccia” esterna, può essere consumato crudo in insalata o in pinzimonio. Anche mangiato da solo, crudo e senza condimento ha un gusto davvero apprezzabile.


Uno studio condotto presso l’Università Comenius in Slovacchia ha approfondito le ricerche sulla capacità dell’estratto di foglie di carciofo di impedire la crescita delle cellule leucemiche.

Grazie alle sue proprietà diuretiche il carciofo viene impiegato nella preparazioni di prodotti dimagranti mentre, grazie alla sua azione depurativa e disintossicante del fegato, può essere utilizzato in casi di avvelenamento lieve. A tal scopo si prepara un’infusione con due cucchiaini di foglie essiccate e mezzo litro d’acqua che andrà bevuta tre volte al giorno nella misura di mezzo bicchiere per volta.

Gran parte dei principi attivi del carciofo è contenuto nelle sue foglie che normalmente non vengono consumate. Bene, preparando un infuso con le sue foglie, otterrete una bevanda molto amara che sarà in grado di ridurre la percentuale di colesterolo nel sangue.

Ingredienti per 4 persone:

– Carciofi
– 1 Presa Sale
– Poco Aglio Tritato
– Peperoncino (o Origano e Mentuccia)
– 2 Cucchiai Olio d’oliva

Procedimento:

Decapitare i carciofi dalle spine che sono abbastanza indigeste. Non togliere le foglie esterne dure. Togliere i gambi. Tenendo i carciofi per il fondo battere un po’ l’estremità (dove c’erano le spine) sul bordo del tavolo in modo che si schiudano leggermente come fiorellini che sbocciano. Disporli sulla griglia, fondo in basso e condirli con una buona presa di sale, un po’ d’aglio tritato, se piace, peperoncino, o in alternativa una presa di origano e mentuccia. Questo per ogni carciofo. Il tocco finale: due cucchiai d’olio di frantoio ciascuno fanno penetrare l’ignobile intruglio fin dentro il carciofo, che così preparato verrà immediatamente posto sulle braci e fatto cuocere finché le foglie esterne dure sono carbonizzate. A questo punto si mangiano sfogliando come al solito, e alla fine rimane il tenerissimo fondo.