Babbaluci con aglio e prezzemolo

Uno dei proverbi siciliani sulle lumache recita: “babbaluci a sucari e fimmini a vasari nun ponnu mai saziari”  (lumache da mangiare e donne da baciare non saziano mai!). Questa massima sta ad indicare quanto i siciliani apprezzano a tavola le lumache.

L’origine della parola babbaluci deriva dall’arabo babush (lumaca) per la somiglianza dell’involucro delle lumache alla scarpe orientali che hanno la punta rivolta verso l’alto. Infatti in siciliano ancor oggi chiamiamo babusce le pantofole.

Come dicevamo in Sicilia sono ampiamente diffuse, ad eccezione della provincia di Messina dove le chiocciole sono sostituite da un altro tipo di lumaca dalle dimensioni variabili dal guscio di colore marroncino sabbia che la gente del luogo chiama Stuppateddi missinisi (Lumachine messinesi) e di cui vi parleremo meglio domani.

Ingredienti:

48 babbaluci (chiocciole);
Aglio,
prezzemolo;
Olio di oliva;
Sale e pepe q.b.;
Crusca. 

Procedimento:

Spurgate, pulite e bollite le chiocciole seguendo il procedimento indicato nella ricetta precedente. Intanto in un capace tegame di terracotta, in un bicchiere di olio, fate rosolare  due spicchi di aglio tritati finemente con una manciata di prezzemolo. Versate le chiocciole scolate, mettete sale ed abbondante pepe, fatele insaporire nel soffritto e mescolando spesso fate cuocere.

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