Gli spaghetti sono un particolare formato di pasta prodotta esclusivamente con farine di grano duro ed acqua, dalla forma lunga e sottile e di sezione tonda. Li si distingue da altri formati analoghi, quali i vermicelli, poiché, rispetto a questi ultimi vengono trafilati con una sezione (calibro) minore.
La prima attestazione della pasta essiccata in Italia e dell’esistenza dell’industria della pasta si rintraccia nella descrizione della Sicilia tramandataci da Idrisi al tempo di Ruggero II.
Nel Libro di Ruggero pubblicato nel 1154, Al-Idrisi, geografo di Ruggero II di Sicilia, descrive Trabia, un paese a 30 km da Palermo, come una zona con molti mulini, dove si fabbricava una pasta a forma di fili leggermente arrotondati, chiamata ‘itrya’ (dall’arabo itryah che significa “focaccia fine tagliata a strisce”, queste ultime sono prodotte ancor oggi dalle massaie di Puglia e di Sicilia, e vengono chiamate con il termine dialettale trija), che veniva spedita con navi in abbondanti quantità per tutta l’area del Mediterraneo sia musulmano che cristiano, dando origine ad un commercio molto attivo, che dalla Sicilia si diffondeva soprattutto verso nord lungo la penisola italica e verso sud fino all’entroterra sahariano, dove era molto richiesto dai mercanti berberi.
Per quanto riguarda il tipo di consumo, in origine gli spaghetti, come tutte le paste asciutte, erano perlopiù conditi di solo olio d’oliva, formaggio e pepe. Solo tra la fine del XVII sec. e gli inizi del XVIII si afferma l’uso di condire la pasta con il pomodoro. La prima testimonianza in tal senso è iconografica e si ritrova in un presepe napoletano databile agli inizi del settecento, conservato nella Reggia di Caserta, nel quale due contadini arrotolano attorno alla forchetta i primi spaghetti colorati di rosso. Bisognerà però attendere la metà del XVIII secolo per vedere pubblicata la prima ricetta in cui la pasta sia abbinata al pomodoro. Mentre nel 1839 Ippolito Cavalcanti pubblica la seconda edizione del suo celebre trattato “Cucina teorico pratica” che, riprendendo quella che doveva essere una abitudine diffusasi tra il popolo, ci riporta due distinte ricette in tal senso: ”I Vermicelli con lo pommodoro” ed il Ragù napoletano.
Ingredienti per 4 persone:
– 350 gr Pasta Tipo Spaghetti
– 2 Melanzane
– 1 Peperone Rosso
– 1 Peperone Giallo
– 2 Spicchi Aglio
– 1 Cucchiaio Prezzemolo Tritato
– 4 Cucchiai Olio d’oliva
– 1 Cucchiaio Aceto Balsamico
– Pepe
– Sale
Procedimento:
Accendete il forno a 200 gradi ed appoggiatevi al centro le melanzane intere, lavate ed asciugate. Lasciatele cuocere per 20 minuti e poi verificatene la cottura con uno stecco infilato al centro. Se riuscite a trapassare le melanzane senza incontrare resistenza toglietele dal forno, altrimenti lasciatele cuocere altri 5 minuti. Tagliatele a metà. Con un cucchiaino eliminate i semi e staccate la polpa dalla buccia. Frullatela con l’aglio ed il prezzemolo. Sul fuoco vivo abbrustolite i peperoni per eliminarne facilmente la buccia. Dopo aver tolto semi e filamenti, tagliateli a dadini. Fate cuocere al dente gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli e versateli in una zuppiera con la crema di melanzane, i peperoni, pepe macinato al momento, l’olio e l’aceto balsamico. Mescolate bene e servite ben caldo.
