Stufatino di coniglio

Nel XIX secolo lo stufato costituiva il piatto di carne della domenica nel periodo invernale. Era anche la pietanza che, per le sue particolari modalità di cottura, era possibile trovare sempre pronta nelle osterie della Lombardia. Generalmente si preparava con il manzo, ma si usavano anche i tagli più fibrosi ricavati dalla macellazione dell’asino o del cavallo. La stufatura (o la brasatura, ottenuta appoggiando le braci accese sopra il coperchio del tegame) durava spesso 8-10 ore e rendeva morbida e sugosa una carne non particolarmente tenera. Infatti, lo stufato fa parte della categoria di carni “stracotte”, tipiche della bassa pianura padana.

Ingredienti per 4 persone:

1 coniglio,
olio,
burro,
cipolla,
aglio,
1 fetta di prosciutto,
1 bicchiere di vino bianco,
polpa di pomodoro.

Procedimento:

Soffriggere in olio e burro un battuto di cipolla, d’aglio e prosciutto grasso e magro. Mettervi a rosolare il coniglio tagliato a pezzi, quando avrà preso colore, regolare di sale e pepe, unire il vino bianco; lasciarlo evaporare. Aggiungere un po’ d’acqua e la polpa di pomodoro; terminare la cottura a fuoco lento per un’ora circa.

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