Pasta patate zucchina e pomodoro

La pasta con patate, zucchina e pomodoro è un primo piatto palermitano, altrimenti detto ‘pasta patati cucuzza e pumaruoru’, dove trova il suo posto ideale la zucchina lunga, così lunga che a volte supera i due metri. È il frutto di una pianta della quale, i palermitani, mangiamo anche i tenerumi (tenerume), cioè le foglie tenere.

Come la pasta con i tenerumi è un primo tipicamente estivo, leggero e digeribile, di cui i palermitani sono ghiotti e dove, come dicevo, questo tipo di zucchina diviene più saporita assieme agli altri ingredienti. Mangiarla da sola non sarebbe un granché. Ciononostante si usa mangiarla bollita con un soffritto di cipolla e poi servirla con il brodo di cottura. Forse è proprio per questo che gli antichi usavano dire “cuonsula comu vuoi, sempri cucuza è!”, ovvero condiscila come vuoi tuttavia resta sempre zucca. In ogni caso, quando è tempo di zucchine e tenerumi alcuni  palermitani si rimpinzano con grosse zuppiere piene di queste minestre rinfrescanti. Vi posso garantire tuttavia che, in dosi umane, meritano di essere gustate non fosse altro per la facilità della preparazione e l’economicità della pietanza.

Ingredienti per sei persone:

300 grammi di Fusilli
1 zucchina lunga
3 patate di media grandezza
Mezzo chilo di pomodoro fresco pelato
Una cipolla
Olio extravergine d’oliva q.b.
Caciocavallo tenero q.b.
Un ciuffetto di basilico

Procedimento:

Tagliare a pezzi la zucchina e pelarla con un pelapatate (anticamente si raschiava con un coltello). Se all’interno della zucchina trovate dei semi grossi eliminarli, quindi  tagliarla a cubetti. Pelare le patate e tagliarle a cubetti e la stessa cosa farete con i pomodori freschi pelati.

Mettere sul fuoco una pentola e soffriggere per qualche minuto la cipolla affettata finemente con poco olio, aggiungere le patate, la zucchina ed il pomodoro pelato tagliati a cubetti. Versare l’acqua necessaria per cuocere gli ingredienti. A tal proposito è bene ricordare che dalle nostre parti esistono due “scuole di pensiero”, vale a dire che qualcuno preferisce una minestra abbastanza brodosa e altri, come me, che invece la preferiscono “annacatella” cioè con poco brodo. A cottura quasi ultimata unire la pasta, farla cuocere e servirla in piatti da minestra dove al fondo avremo adagiato i dadolini di caciocavallo (col calore fondono e divengono filanti). Infine versare un filo d’olio a crudo e spezzettarvi sopra (con le dita) qualche foglia di basilico.

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