Il Galateo a Tavola

Il Galateo a TavolaNella lingua italiana il termine Galateo definisce l’insieme di norme comportamentali con cui si identifica la buona educazione, è un codice che stabilisce le aspettative del comportamento sociale e la norma convenzionale del resto, come diceva Seneca, “L’uomo è un animale sociale. Le persone non sono fatte per vivere da sole”, ma la socialità comporta inevitabilmente il rispettare delle regole di buon senso per coesistere civilmente ed evitare che si facciano figuracce o peggio ancora che si finisca con il litigare.

Alcuni sinonimi della parola Galateo possono essere Etichetta o bon ton. Il nome “galateo” deriva da Galeazzo Florimonte, vescovo della diocesi di Sessa Aurunca che ispirò a Monsignor Giovanni Della Casa quel celebre libro del viver civile, il Galateo overo de’ costumi, primo trattato specifico sull’argomento pubblicato nel 1558. Il titolo dell’opera, infatti, corrisponde alla forma latina del nome Galeazzo: Galatheus, appunto.

Più in generale il galateo è un codice non scritto, anche se in alcuni casi, come quello di  Monsignor Giovanni Della Casa , può dar luogo a codificazioni scritte ed una delle codificazioni tra le più diffuse e conosciute è senza dubbio Il Bon Ton a Tavola, ovvero quella serie di regole che disciplinano il comportamento (e non solo quello) da tenere a tavola. Un protocollo che non conosce nazioni e tempo che forse in quest’era moderna è più conosciuto per fama che non per contenuti, ecco perché la redazione ha deciso di riassumere sinteticamente queste regole dividendole per tipologia, con la speranza che possano esservi d’aiuto e farvi riscoprire un certo modus operandi da applicare all’arte della cucina.

Divieti

  • Sedersi a tavola prima della padrona di casa.
  • Tenere il cellulare acceso.
  • Rifarsi il trucco o i capelli.
  • Appoggiare i gomiti sul tavolo.
  • Giocherellare con i bicchieri o con le posate.
  • Fare le palline di pane.
  • Augurare Buon Appetito.
  • Chiedere pane o gli stecchini.
  • Servirsi da un piatto da portata con le posate personali.
  • Iniziare a mangiare prima della padrona di casa.
  • Mischiare vino ed acqua.
  • Bere prima di aver pulito la bocca con un tovagliolo.
  • Bere facendo rumore.
  • Far rumore con le posate tra i denti.
  • Fare dei bocconi troppo grandi.
  • Mangiare con ingordigia.
  • Masticare con la bocca aperta o facendo rumore.
  • Fare la scarpetta.
  • Usare gli stecchini.

Attenzione a…

  • Prima di essere serviti o servirsi fare attenzione a togliere il tovagliolo dal piatto ed appoggiarlo sulle gambe.
  • Servire o servirsi da bere da destra, evitando di far tendere la testa all’indietro e di bere tutto d’un colpo.
  • Utilizzare le posate a partire da quelle più esterne.
  • Quando si è finito di mangiare le posate vanno poggiate nel piatto alle quattro e venti o riposte sul poggia posate se non è previsto il cambio.
  • Il bicchiere a calice lo si regge dalla base del calice stesso o al massimo dallo stelo mantenendolo con due sole dita (indice e pollice).
  • Nei brindisi in onore di qualcuno non è ammessa l’astensione. Gli astemi possono limitarsi a sfiorare il bicchiere con le labbra. I bicchieri non si toccano ed è da escludersi il “cin cin”. Nei pranzi privati con un numero di commensali limitato si può rimanere seduti, mentre nei pranzi ufficiali ci si deve alzare.
  • Ridere con discrezione evitando di emettere suoni acuti.
  • Soffiare il naso con discrezione e senza fare troppo rumore, magari allontanandosi dalla tavola.
  • I noccioli della frutta vanno raccolti in una mano chiusa per poi essere depositati nel piatto.

Preparazione della tavola

  • La tavola deve essere apparecchiata con cura prima dell’arrivo degli ospiti.
  • Ogni commessale dovrà avere il sottopiatto, il piatto piano e la fondina. Il sottopiatto dovrà rimanere per tutta la durata del pranzo o della cena.
  • Le posate vanno predisposte nella seguente maniera: a destra del piatto vanno il coltello (con la lama rivolta verso l’interno) ed il cucchiaio, a sinistra le forchette (una o due a seconda delle portate), in alto le posate da dessert.
  • I bicchieri devono essere disposti a destra del piatto sopra i coltelli. Si procede da sinistra verso destra per disporre quello più grande per l’acqua, poi quello medio per il vino rosso e quello piccolo per il vino bianco. Il bicchiere per lo spumante può essere messo sopra questi.
  • Il tovagliolo deve essere piegato in maniera semplice, ad esempio formando un quadrato, per poi essere appoggiato sopra ai piatti.
  • Al centro del tavolo, ma senza creare intralcio, può essere disposto un centrotavola.
  • Il sale, il pepe, l’olio e l’aceto vengono portati a tavola solo su richiesta dei commensali.

Assegnazione dei posti

  • Se il numero di persone è limitato è possibile un’assegnazione dei posti casuale, altrimenti si devono utilizzare dei segnaposto.
  • L’ospite più anziano e di maggior riguardo dovrà sedere alla destra della padrona di casa ed il secondo ospite d’onore alla sua sinistra. Il padrone di casa avrà a destra l’invitata di maggior riguardo e a sinistra la seconda.
  • I posti tra uomini e donne devono essere disposti in maniera alternata.

Servire in tavola

  • I piatti da portata devono essere serviti da sinistra iniziando dalla persona seduta alla destra della padrona di tavola.
  • Si servono prima le signore poi i signori.
  • Il vino deve essere servito solo dopo il primo antipasto.
  • Le portate vanno servite due volte, e ogni commensale viene servito in maniera contenuta.
  • I piatti devono essere sostituiti ad ogni cambio di portata.
  • Il pane deve essere riposto nell’apposito piattino.
  • La padrona di casa deve fare attenzione che non manchi il pane o l’acqua.
  • Il padrone di casa deve dare consiglio sul vino e facendo attenzione che non manchi.
  • Prima di servire il dessert vanno tolti tutti i bicchieri e le posate inutili.
  • I liquori devono essere serviti dal padrone di casa mentre la padrona di casa serve i dolci.