Cavolfiore gratinato con nocciole

Le diverse varietà di cavoli hanno numerosi impieghi in cucina. Sono molto usati nella cucina italiana, e anche in quella europea, sia crudi che cotti. Per ciascuna varietà esistono ricette e utilizzi particolari.

Il cavolo ha modesto contenuto nutrizionale, con modeste quantità di glucidi ed ancor meno di proteine. Per i composti minerali, e microelementi presenti in ampia varietà, è però molto utile per ricostituire le riserve minerali dell’organismo. Per l’elevato contenuto in fibre e per la presenza di parte cellulare vegetale ha elevato potere saziante, (pur non essendo cibo equilibrato), se unito, come è tradizione, con legumi, o carboidrati (pane o pasta).

Per i suoi effetti di ricostruzione vitaminica, remineralizzante, e soprattutto promotrice il movimento intestinale svolge azione preventiva di molti tumori (soprattutto intestinali), e costituendo massa diluente e tampone chimico, combatte le ulcere gastro duodenali. Per la netta azione osmotica delle foglie fresche, queste sono usate per disinfiammare le contusioni.

I più importanti composti minerali contenuti sono zolfo, calcio, fosforo, rame, iodio, selenio, magnesio. Tutti i cavoli (soprattutto se freschi) sono ricchi di vitamine, soprattutto vitamina B1, e vitamina C.

Quando vengono cotti, tutti i cavoli emanano un cattivo odore perché sono ricchi di composti di zolfo, che vengono liberati dalla cottura. I solfuri, in gran parte isotiocianato di metile, svaniscono al 90% dopo 8 minuti di cottura, e l’estrazione è totale dopo 16 minuti.

Tuttavia tutti i cavoli contengono anche sostanze nutrizionalmente molto utili, che sembra abbiano addirittura una funzione di prevenzione del cancro e che si disperdono con la cottura. Per tale motivo, i ricercatori suggeriscono di cuocerli nella pentola a pressione, in modo da ridurre sia il tempo di cottura e la perdita di tali sostanze, sia la diffusione di cattivi odori.

E molto utile, nei casi in cui è possibile, ad esempio in insalata e nei crauti, usare come cibo anche i cavoli non cotti, dato che contengono in condizione non modificata sostanze utili (anche composti dello zolfo), e vitamine, infatti alcune vitamine (come la vitamina C), si degradano con la cottura.

Ingredienti per 4 persone:

1 cavolfiore di circa 800 g,
50 gr. di farina bianca,
4 dl di latte,
70 gr. di burro,
30 gr. di nocciole sgusciate e spellate,
un rametto di salvia,
30 gr. di grana grattugiato,
noce moscata,
sale e pepe q.b. 

Procedimento:

Dividete il cavolfiore mondato e lavato in cimette e lessatelo in abbondante acqua bollente salata per 10 minuti, poi scolatelo. Fondete 50 g di burro in una casseruola, unite qualche foglia di salvia tritata, rosolatela, poi unite la farina e fatela tostare brevemente. Togliete dal fuoco e, poco per volta, unite il latte, che avrete precedentemente intiepidito, mescolando con una frusta.

Sistemate nuovamente la casseruola su fuoco basso e, sempre mescolando, fate addensare la besciamella. Spegnete il fuoco, salate, pepate, unite il grana grattugiato e aromatizzate la besciamella con la noce moscata. Condite le cimette di cavolfiore con la besciamella e con la metà delle nocciole tritate grossolanamente. Sistemate tutto in una pirofila ben imburrata.

Cospargete la preparazione con le restanti nocciole tritate e mettete la pirofila nel forno, già riscaldato a 220°, per circa 20-25 minuti.

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