Caponata di carciofi

La caponata di carciofi non è altro che una variazione della più famosa caponata di melanzane, ma altrettanto buona. Tutto è demandato alla fantasia dei cuochi siciliani che hanno così ottenuto la versione invernale della caponata di melanzane. È un piatto abbastanza flessibile che si presta ad essere utilizzato sia come antipasto o come secondo o persino come contorno. La caratteristica di questo piatto, che sicuramente noterete se lo realizzerete, è che  se avrete l’accortezza di consumare la caponata il giorno successivo alla preparazione potrete apprezzare appieno tutti i sapori e gli aromi che si sprigionano da questo piatto tipico della cucina siciliana, questo perché riposando i sapori hanno il tempo di armonizzarsi meglio.

Ingredienti:

8 carciofi
1 grosso sedano
1 cipolla
300 grammi olive verdi
3 cucchiai di capperi sott’aceto o salati
1,5 litri salsa di pomodoro fresco
Sale e pepe q.b.
1 bicchiere di aceto
2 cucchiai di zucchero

Procedimento:

Pulire i carciofi, eliminare i gambi, spuntarli tagliando la parte  superiore con le spine, togliere le foglie dure fino ad arrivare a quelle più tenere, tagliarli a spicchi avendo cura di eliminare il fieno e metterli in acqua acidulata con il succo di limone, quindi scolarli e cuocerli, al dente, in acqua bollente salata assieme a mezzo limone. Scolarli, eliminare il limone e metterli da parte.

Pulire il sedano eliminando tutte le foglie verdi e i filamenti, aiutandosi con un pelapatate, tagliarlo a pezzi e bollirlo in acqua salata. In un grosso contenitore mettere a soffriggere la cipolla affettata, non appena sarà imbiondita aggiungere il sedano bollito, le olive snocciolate e tagliate a pezzi, i capperi sott’aceto (se usiamo quelli salati bisogna dissalarli) e la salsa di pomodoro. Aggiustare di sale e pepe e far cuocere. A cottura quasi ultimata unire alla salsa i carciofi già preparati e fare insaporire per qualche minuto. Nel frattempo prepariamo l’agrodolce: sciogliere nell’aceto lo zucchero quindi versarlo nella salsa con i carciofi e fare sfumare bene l’aceto. Come sopra detto, questo piatto va consumato il giorno successivo della preparazione, freddo, in modo che gli ingredienti  saranno ben legati.

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